Rete Imprese Italia: "Ridurre la partecipazione dello Stato in imprese che competono su libero mercato. No a costi aggiuntivi per Pmi"


Martedì 7 febbraio si è tenuta, presso la X Commissione della Camera dei Deputati, un'audizione avente come oggetto l’indagine conoscitiva sulle attuali caratteristiche del sistema industriale italiano. All'incontro ha preso parte una delegazione, che ha illustrato le considerazioni e le proposte di Rete Imprese Italia.

Questa mattina una delegazione di Rete Imprese Italia ha preso parte all’audizione, in programma presso la X Commissione della Camera dei Deputati, avente come oggetto l’indagine conoscitiva sulle attuali caratteristiche del sistema industriale italiano. Durante l’audizione la delegazione ha illustrato le considerazioni e le proposte di Rete ImpreseItalia.
Durante l’audizione la delegazione ha evidenziato la carenza di una strategia complessiva di politica industriale volta a giustificare l’attuale livello di partecipazione dello Stato in settori economici particolarmente strategici per lo sviluppo e la competitività del Paese.
Il sistema delle imprese industriali a partecipazione statale ha impegnato notevoli risorse pubbliche che hanno inciso anche sul grande debito italiano; Il sistema economico italiano è infatti tuttora costituito da una forte presenza statale in settori economici particolarmente strategici.
I numeri che caratterizzano le Pmi in rapporto con il sistema delle partecipazioni statali sono particolarmente rilevanti: 4,5 milioni di imprese sono clienti prevalentemente dei fornitori energetici a partecipazione statale e altre 30 mila imprese, con circa 150 mila occupati, sono fornitori di queste ultime.
Affinché venga salvaguardato questo patrimonio di competenze e di occupazione, RETE Imprese Italia ha avanzato, nell'Audizione di oggi, alcune proposte che possono portare benefici all’intero sistema produttivo in termini di competitività e di sviluppo di un mercato più concorrenziale e contemporaneamente determinare le condizioni per una ripresa dell’occupazione nelle PMI.
Soprattutto nel settore energetico, si ha una presenza ancora molto significativa di partecipazione statale nel capitale delle Società eterogenee tra loro, quali ENI ed Enel S.p.A. da una parte, concorrenti sul c.d. “libero mercato”, e Snam e Terna S.p.A. dall’altra parte, deputate a gestire le infrastrutture strategiche.
Rete Imprese Italia ritiene opportuno che l’amministrazione statale riduca gradualmente la propria quota di partecipazione nel capitale delle Società destinate a competere sul libero mercato e conservi contemporaneamente il controllo sul capitale delle Società che gestiscono le infrastrutture strategiche.
Per quel che riguarda, infine, agli altri settori caratterizzati dalla presenza pubblica, quali quelli della produzione industriale, RETE Imprese Italia ha evidenziato la carenza di una strategia complessiva di politica industriale volta a caratterizzare e giustificare la partecipazione dello Stato. Conseguentemente in questi settori la presenza della “mano pubblica” andrebbe profondamente rivista, conformandosi ad un quadro complessivo di scelte di politica industriale coerente ai più generali interessi del Paese.