NUOVO CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA

ATTENZIONE ALLE NOVITÀ!


Due sono le novità cui tutte le aziende, grandi e soprattutto piccole, dovranno prestare attenzione a partire dal prossimo 16 marzo. Il legislatore ha infatti disposto, attraverso la modifica degli articoli 2086 e 2477 del Codice Civile, l’introduzione di importanti cambiamenti sia in merito ai cosiddetti adeguati assetti organizzativi, sia in termini di nomina dell’organo di controllo.

Tali novità anticipano di 18 mesi l’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi di impresa che ha sostituito la Legge Fallimentare scritta nel 1942 - più volte modificata negli anni - e che, a dispetto del nome, porterà profondi cambiamenti nella gestione di tutte le aziende, in primis di quelle sane.

L’articolo 2086 c.c. andrà ad incidere sulla responsabilità dell’organo amministrativo circa la presenza di assetti organizzativi in grado, attraverso adeguati strumenti, di intercettare tempestivamente i segnali di crisi con la finalità di tutelare la continuità aziendale. Pianificazione finanziaria, pianificazione di tesoreria, risk management, controllo di gestione, budget, piani industriali sono solo alcuni degli strumenti di cui l’imprenditore dovrà dotarsi per evitare di entrare in un processo di risanamento condotto dall’esterno.

Con la finalità di monitorare l’effettiva implementazione degli adeguati assetti organizzativi da parte dell’organo gestorio, il legislatore ha esteso anche alle piccole società a responsabilità limitata e alle cooperative l’obbligo di nominare l’organo di controllo o il revisore. Si stimano per le 170.000 aziende interessate dalla nuova norma costi in media di 6.000 euro annui. Senza considerare le implicazioni di responsabilità sia per l’organo di controllo sia per quello gestorio.

Il legislatore ha dunque operato una scelta molto forte dettata dalla finalità di imporre velocemente un cambiamento culturale profondo del modo di fare impresa, portando gli imprenditori a guardare non solo allo sviluppo del business ma anche alla sua sostenibilità economico-finanziaria.

Una scelta per certi versi condivisibile anche alla luce degli ultimi dieci anni di crisi ma che appare poco correlata con le realtà del nostro territorio fatto di imprese a carattere familiare.

Sarà necessario del tempo ma è certo che anche stavolta il buon imprenditore saprà cogliere l’opportunità derivante da queste novità.

a cura di
Lorena Ponti


partner CNA Milano