storie di patronato

a cura di Maria Romeo

Direttore Epasa-Itaco CNA Milano

Estratto dal bimestrale di informazione Epasa-Itaco n. 3

Nonostante l’impegno e la serietà che si impiega nel proprio lavoro, a volte ci si trova a scontrarsi con la burocrazia che ci lascia addosso quell’incredibile e insopportabile senso d’impotenza!

Attenzione però, impotenza ma mai scoramento! Tempo fa, una mamma venne presso il nostro ufficio a chiedere un periodo di congedo straordinario per poter assistere la sua piccola – e aggiungerei anche bellissima – bimba. >>>

All’atto della domanda di congedo straordinario, facemmo partire la richiesta a gennaio per completarla a fine giugno, data di fine verbale di legge 104/92 (la legge che concede la possibilità ad un familiare che lavora, di chiedere tre giorni di permesso al mese per poter accudire un proprio caro affetto da handicap, oppure di chiedere, per un periodo totale di due anni nella vita lavorativa, il congedo straordinario per stare vicino ad un familiare che necessita di cure continue).

Giugno, però, arriva velocemente e la bimba non viene chiamata a revisione, cioè non viene richiamata dalla commissione medica, la quale deve riaccertare la persistenza o meno dei requisiti che hanno dato luogo alla concessione dei permessi art. 3 comma 3 L.104/92.

Cosa si fa? La bimba necessita di cure particolari e costanti e la mamma non se la sente di ritornare a lavorare in una condizione del genere!

La signora ci chiama per capire se possiamo aiutarla in un momento così particolare e di così forte incertezza oppure deve cavarsela da sola. Noi non siamo fatte per tirarci indietro e iniziamo a scrivere e a telefonare All’inps, all’Asl e a chiunque possa concretamente chiamare la bimba ad essere nuovamente sottoposta a visita medica.

La cosa sembra facile ma Milano è grande e dispersiva come grandi e dispersivi sono alcuni Istituti.

Tralascio tutti gli accidenti che abbiamo potuto mandare mentalmente - ed a volte anche verbalmente – alla burocrazia che tutto regola e che tutto governa in questo settore.

Tralascio le decina di volte che nonostante le risposte evasive e poco educate abbiamo dovuto, comunque, rispondere in maniera garbata.

Anche la signora, da parte sua, si era recata personalmente all’Istituto per cercare di velocizzare le cose ma, purtroppo, la burocrazia segue senza nessun sentimento e nessun coinvolgimento, il proprio corso.

Ma noi, che siamo caparbie di natura, alla fine, ce l’abbiamo fatta ed il senso di impotenza (che non ti abbandona dopo aver finito l’orario di lavoro) si trasforma in soddisfazione nell’aver contribuito nel dare ad una mamma la possibilità di stare con la sua bimba.

La signora, per riconoscenza, ci ha portato in ufficio un mazzo di fiori. E’ stato meraviglioso!

Personalmente mi sono emozionata nel ricevere un così bel gesto di gratitudine

Epasa-Itaco bimestrale di informazione news  n. 3