T.F.R. in busta paga (Qu.I.R.)

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T.F.R. in busta paga (Qu.I.R.)

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto che entrerà in vigore il prossimo 3 aprile 2015.

Il Decreto definisce puntualmente i soggetti destinatari della misura del TFR da liquidare, specifica la modalità di comunicazione della scelta da parte del lavoratore e la decorrenza degli effetti dell’istanza sulla busta paga nonché le modalità di accesso da parte del datore di lavoro al finanziamento assistito da garanzia dello Stato (per quest’ultimo aspetto, però, rimaniamo in attesa della diffusione dei contenuti dell’accordo quadro fra i Ministeri del Lavoro e dell’Economia e dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana).

Possono presentare istanza per la liquidazione mensile del TFR tutti i lavoratori dipendenti da datore di lavoro del settore privato con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno sei mesi.

Sono esclusi:

  • Lavoratori dipendenti domestici;
  • Lavoratori dipendenti del settore agricolo;
  • Lavoratori dipendenti per i quali la legge  ovvero il CCNL, anche mediante il rinvio alla contrattazione di II livello, prevede la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso altri soggetti terzi;
  • Lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;
  • Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis della legge fallimentare;
  • Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato di cui all’articolo 67, comma 3, lettera d) della legge fallimentare;
  • Lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali, ai sensi delle disposizioni normative vigenti, siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai lavoratori in forza all’unità produttiva interessata dai predetti interventi;
  • Lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti di cui all’art. 7, della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

 

La Qu.I.R. è assoggettata a tassazione ordinaria e non è imponibile ai fini previdenziali.

La procedura di liquidazione della quota integrativa della retribuzione (c.d. Qu.I.R.) è subordinata alla presentazione da parte del lavoratore di un’istanza d’accesso formalizzata per iscritto. Tale modello  (allegato A) è stato predisposto dallo stesso Decreto.

Se il datore di lavoro accerta che il lavoratore possiede i requisiti per fruire della QU.I.R., l’istanza è efficace e l’erogazione del TFR in busta paga diviene operativa a partire dal mese successivo a quello di formalizzazione della richiesta.

I datori di lavoro che per acquisire la provvista finanziaria necessaria alla liquidazione della QU.I.R. accedono al finanziamento corrispondono la QU.I.R. maturata dal dipendente con un differimento di tre mesi.

Si rammenta che tale misura ha carattere sperimentale e trova applicazione sino al 30 giugno 2018.

Riferimento normativo: D.p.c.m. 20.02.2015, n. 29 (pubblicata nella G.U. n. 65 del 19.03.2015) in allegato in calce all'articolo.

A pag. 7 del Decreto troverete l’allegato A (MODULO PER LA RICHIESTA DI PAGAMENTO MENSILE DELLA QUOTA MATURANDA DEL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO COME PARTEINTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (Qu.I.R.))

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