Ammortizzatori sociali

La bilateralità artigiana in soccorso delle imprese e dei lavoratori scoperti sul terreno degli ammortizzatori sociali

Con la pubblicazione del decreto legislativo 148 / 2015 dello scorso 24 settembre in materia di ammortizzatori sociali, è stato abrogato, senza disciplina transitoria tra vecchio e nuovo regime, l’art.3 comma 17 della Legge 92 / 2012 (Legge Fornero), relativo ai trattamenti di integrazione salariale (Aspi per i lavoratori sospesi) erogati a valere sul Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato (Fsba).

Tali prestazioni di integrazione salariale, erogate dal Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato, sono il risultato di una combinazione di risorse pubbliche e private bilaterali, come disciplinato dalla Legge Fornero.

Nel giugno scorso le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato hanno pertanto siglato in Lombardia, tramite l’Ente Bilaterale Lombardo dell’Artigianato (ELBA), una convenzione con INPS valida fino al 31 dicembre 2015 per attivare le conseguenti prestazioni di integrazione salariale.

Tuttavia, a valle della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 24 settembre, della disciplina di riordino degli ammortizzatori sociali, che contiene alcune importanti modifiche alla Legge Fornero in merito al funzionamento dei Fondi di Solidarietà Bilaterale, l’INPS ha ritenuto che cessassero immediatamente la prestazione Aspi per i lavoratori sospesi e il contestuale intervento pubblico di integrazione salariale.

Pertanto, al fine di non lasciare senza alcuna forma di tutela e di integrazione salariale, fino al 31 dicembre 2015, le imprese e i lavoratori del settore artigiano che hanno esaurito la Cassa integrazione in deroga e che, in molti casi, avevano già attivato le sospensioni con la legittima aspettativa di una copertura fino alla fine dell’anno, le Parti sociali nazionali hanno stipulato nella giornata del 13 ottobre un accordo interconfederale nazionale, subito recepito da una delibera del Consiglio Direttivo di Fsba.

In particolare, l'accordo, su cui si è registrato un forte impegno della CNA, prevede che la bilateralità artigiana, mediante il Fondo di solidarietà bilaterale, continui ad erogare la prestazione di integrazione salariale ai lavoratori temporaneamente non coperti dalla normativa in materia di ammortizzatori sociali. Ciò accadrà sia in casi di sospensione sia in casi di riduzione oraria.

Tale prestazione, nella misura del 40 per cento del valore dell'indennità Aspi, sarà erogata da FSBA per il tramite degli enti bilaterali regionali.

Si tratta di un'importante risposta della bilateralità ad una situazione di vera criticità, determinatasi in ragione di una mancata disciplina, da parte del Governo e del legislatore, del passaggio dalla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali basata sulla Legge Fornero alla nuova disciplina degli stessi contenuta nel Jobs Act e destinata a concretizzarsi a partire dal 2016.

Intanto, pur in presenza di questo rilevante intervento della bilateralità artigiana, le Parti Sociali regionali hanno inteso segnalare tempestivamente le problematiche insorte su questo terreno al Prefetto del capoluogo lombardo, a Regione Lombardia e alla Conferenza delle Regioni.

circolare CNA Nazionale 

lettera delle Parti sociali lombarde alla Prefettura di Milano e a Regione Lombardia


ACCORDO REGIONALE PRESTAZIONE FSBA

Con la pubblicazione del decreto legislativo 148 / 2015 dello scorso 24 settembre in materia di ammortizzatori sociali, è stato abrogato, senza disciplina transitoria tra vecchio e nuovo regime, l’art.3 comma 17 della Legge 92 / 2012 (Legge Fornero), relativo ai trattamenti di integrazione salariale (Aspi per i lavoratori sospesi) erogati a valere sul Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato (Fsba).

Tali prestazioni di integrazione salariale, erogate dal Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato, sono il risultato di una combinazione di risorse pubbliche e private bilaterali, come disciplinato dalla Legge Fornero.

Nel giugno scorso le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato hanno pertanto siglato in Lombardia, tramite l’Ente Bilaterale Lombardo dell’Artigianato (ELBA), una convenzione con INPS valida fino al 31 dicembre 2015 per attivare le conseguenti prestazioni di integrazione salariale.

Tuttavia, a valle della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 24 settembre, della disciplina di riordino degli ammortizzatori sociali, che contiene alcune importanti modifiche alla Legge Fornero in merito al funzionamento dei Fondi di Solidarietà Bilaterale, l’INPS ha ritenuto che cessassero immediatamente la prestazione Aspi per i lavoratori sospesi e il contestuale intervento pubblico di integrazione salariale.

Al fine di porre rimedio al vuoto di prestazione che ne conseguirebbe fino al 31 dicembre 2015, le Parti Nazionali dell’Artigianato hanno stipulato un accordo interconfederale, recepito dal Consiglio direttivo di Fsba mediante delibera, per l’erogazione di una prestazione, totalmente a carico della bilateralità, in grado di garantire integrazione salariale dei lavoratori in caso di previo accordo di sospensione o riduzione.

Allo scopo di rendere attuativo l’accordo nazionale, le Parti sociali regionali hanno stipulato un relativo accordo interconfederale regionale e predisposto il modello standard di verbale di accordo.

L’accordo regionale recepisce la delibera di Fsba e puntualizza la misura della prestazione e i termini per la presentazione ad ELBA degli accordi sindacali stipulati in sede di riduzione o sospensione dei lavoratori delle imprese dell’artigianato.

Le Organizzazioni datoriali dell’artigianato hanno siglato il testo in oggetto, che alleghiamo con il relativo modello standard di verbale d’accordo, dopo un’articolata discussione con CGIL CISL e UIL, respingendo la proposta del Sindacato di privilegiare sull’ipotesi di sospensione del lavoratore quella di riduzione oraria. Le due strade sono invece egualmente percorribili sulla base dell’intesa siglata.

Sottolineiamo inoltre che, al fine di assicurare al lavoratore dipendente sospeso la piena copertura, le Parti sociali si sono già attivate nei confronti di Regione Lombardia allo scopo di ottenere una quota del 5% delle risorse assegnate dal Governo ai fini della concessione dei trattamenti di integrazione salariale (5% di cui al decreto interministeriale 83473 del 1 agosto 2014).

Si tratta nel complesso di un’iniziativa con cui le Parti sociali intervengono, con risorse bilaterali, al fine di coprire un vuoto di prestazioni che si sarebbe altrimenti determinato, fino al 31 dicembre 2015 e con sicuro danno per imprese e lavoratori coinvolti, per effetto di un passaggio legislativo non adeguatamente coordinato mediante un’apposita disciplina transitoria.


Stefano Binda
Responsabile Area Politiche del Lavoro 
e Relazioni Sindacali CNA Lombardia