FUORISALONE DI CNA | MANIFATTURA 4.0

The challenge for the future of italian companies

Quale sfida per le PMI?

CONVEGNO

In occasione dell’evento MANIFATTURA 4.0 organizzato per la Milano Design Week da CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, il 7 aprile 2017 è in programma negli spazi di BASE il convegno a tema “Manifattura 4.0: quale sfida per le PMI?”.

CNA vuole dare il via a un percorso formativo che possa accompagnare le PMI nel loro processo di crescita e rinnovamento. Ha deciso di farlo, partendo dell'esposizione al Fuorisalone e creando al suo interno un’area dedicata alla formazione dove ogni giorno saranno offerte "pillole" formative ‘gratuite’, ossia un palinsesto di eventi innovativi e mini workshop rivolti a tutti i settori e curato da ECIPA Lombardia, il consorzio creato dalle CNA lombarde per la formazione e l’aggiornamento degli imprenditori, dei dipendenti e dei collaboratori.

A compendio di tutte le attività formative, il 7 aprile con il convegno “Manifattura 4.0 Quale sfida per le PMI?” si cercherà di mettere a fuoco la situazione italiana, analizzando ciò che si sta (e non si sta) facendo per traghettare le aziende manifatturiere italiane verso la quarta rivoluzione industriale. Iniziando con il racconto di case history di successo si passerà al dibattito e al confronto diretto con una tavola rotonda che vedrà protagonisti, insieme ai rappresentanti CNA, tra gli altri Marco Calabrò – Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese, Paola Negroni - Dirigente Struttura Competitività, sviluppo e accesso al credito delle imprese /Regione Lombardia, Renato Galiano – Comune di Milano, Direttore Centrale politiche del Lavoro, Sviluppo Economico e Università, e Marco Leonardi - Consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le PMI in Italia costituiscono il 95% del tessuto produttivo con 4,2 milioni di aziende con meno di 10 dipendenti e 8 milioni di occupati, il 47% del totale nazionale. Recentemente è stato presentato a Padova il quinto Rapporto (2017) dell’Osservatorio Interregionale Economia e Territorio delle CNA di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, regioni dove vive e opera circa un terzo della popolazione e delle imprese italiane e che contribuisce per il 40% alla formazione del PIL nazionale.

I dati del Rapporto, che ha scandagliato proprio la nuova manifattura e l’integrazione tra produzione e terziario, con un confronto con il resto d’Italia e con le principali regioni europee, sono chiari: con 197.000 imprese, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna esprimono il 39% del manifatturiero Italiano (il 58% se si considerano solo le imprese più grandi). Nelle tre regioni vi sono più addetti nel manifatturiero (1,88 milioni) che nel resto del Paese (1,87 milioni). Nelle imprese manifatturiere con più di 9 addetti la quota arriva al 53%.

Inoltre, il sistema produttivo delle tre regioni, oltre a generare il 54 % del commercio estero italiano, costituisce gli ambienti economici da cui provengono gran parte delle eccellenze produttive che collocano il Made in Italy ai primi posti del mondo.

Il Rapporto 2017 parte dalla considerazione che il grande bacino produttivo delle tre regioni è di recente andato incontro, al pari di moltissime altre realtà manifatturiere italiane ed europee, ad un periodo di profonda crisi. In Emilia Romagna, Lombardia e Veneto l’industria ha perso oltre 200 mila imprese attive (pari al 9% in meno) tra 2009 e 2015.

Ma se analizziamo il periodo 2001-2013, con riferimento agli addetti, nelle tre regioni la manifattura ha registrato addirittura quasi 2 milioni di addetti in meno, pari al 21%. Osservando quanto successo al terziario negli stessi intervalli di tempo (circa 1 milione di imprese e 4,2 milioni di addetti in più), è evidente un effetto di sostituzione in grado complessivamente di mantenere lo sviluppo delle tre regioni su buoni livelli, soprattutto se confrontato con altre aree d’Italia.

Gli ultimi decenni dello sviluppo economico del Paese sono stati caratterizzati dal passaggio da un’economia prevalentemente manifatturiera a sistemi economici in cui il terziario ha assunto un ruolo predominante. La crescita dei servizi non è tuttavia avvenuta a danno del manifatturiero, ma si è sviluppata anche grazie ad esso. La terziarizzazione dell’economia può infatti venire interpretata anche come conseguenza dei cambiamenti nei modelli organizzativi dell’impresa industriale.

Manifattura e terziario paiono essere sempre più collegate tra di loro, basti pensare al forte legame tra alcuni specifici comparti industriali (meccanica in primis) ed il terziario avanzato.

Proprio il terziario avanzato si afferma trainante rispetto all’intero comparto dei servizi, confermando di fatto l’accresciuta importanza delle attività ad alta intensità di conoscenza (anche definite knowledge intensive business services - KIBS). Infatti, i KIBS sono considerati i driver della crescita in tutta Europa, in quanto fondamentali per supportare l’innovazione delle aziende: si tratta di imprese di servizi (professionali, tecnici, scientifici) “facilitatrici” del processo innovativo delle aziende manifatturiere.

“Il manifatturiero del nostro territorio – commentano i Presidenti delle CNA di Veneto, Alessandro Conte, Lombardia, Daniele Parolo, ed Emilia Romagna, Paolo Govoni – ha stretto una forte interrelazione col terziario avanzato e grazie ad essa è riuscito, innovando, a resistere alla crisi. Ma il percorso è appena iniziato e oggi più che mai c’è bisogno di una politica industriale capace di accelerare le tendenze emergenti e di diffonderle a tutto il tessuto produttivo: è la condizione indispensabile per consolidare i primi segnali di ripresa e consentire quei recuperi di competitività indispensabili a reggere una competizione sempre più accesa”.

Manifattura 4.0 costituisce la più grande sfida dei prossimi anni - soprattutto per un paese manifatturiero come l’Italia – ed è strettamente connessa alle nuove politiche di rilancio del settore produttivo attraverso l’innovazione tecnologica e organizzativa. I concetti chiave sono la fabbricazione digitale, intelligente e distribuita e l’obiettivo è quello di mettere in relazione la produzione artigiana che regge il sistema economico italiano e il processo di innovazione necessario che è possibile veicolare anche attraverso i makerspace e i fablab.