Pace fiscale

La rottamazione-ter, il c.d. saldo e stralcio delle cartelle di pagamento e l’annullamento d’ufficio delle cartelle di pagamento

Come noto, con la legge di Bilancio per il 2019 sono state introdotte o riproposte varie agevolazioni fiscali relative a debiti pregressi.

In particolare, è tornata la possibilità per tutti i contribuenti (persone fisiche, società, enti vari) di cancellare i debiti col fisco inseriti in cartelle di pagamento relative ad iscrizioni a ruolo dal 2000 al 2017 pagando solo il tributo e gli interessi di iscrizione a ruolo, senza sanzioni e interessi di mora (c.d. rottamazione-ter).

Oltre a ciò, ma esclusivamente per le persone fisiche (non per le società, dunque) in difficoltà (difficoltà attestata da un ISEE fino ad un massimo di €20.000,00 ovvero da una procedura in corso di sovraindebitamento), è stata prevista la possibilità di chiudere i debiti con il fisco pagando solo una frazione (16%, 20%, 35%) del debito, costituito dal tributo e dagli interessi di iscrizione a ruolo, senza sanzioni e interessi di mora (c.d. saldo e stralcio).
Inoltre, esiste anche una cancellazione d’ufficio di cartelle notificate dal 2000 al 2010 di importo fino a €1.000,00.


Vediamo nel dettaglio questi istituti agevolativi
previsti dalle recenti norme tributarie

Rottamazione-ter
La rottamazione delle cartelle (o definizione agevolata), consiste nella possibilità di pagare i debiti con la ex Equitalia (ora Agenzia Entrate Riscossione) azzerando le sanzioni e gli interessi di mora. Restano invece dovuti il capitale, gli interessi affidati all’Agente della riscossione (di regola si tratta degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, le spese sostenute per eventuali procedure cautelari ed esecutive e l’aggio di riscossione (in proporzione alle somme dovute per la sanatoria).
La rottamazione-ter riguarda le iscrizioni a ruolo dal 2000 al 2017 (a prescindere dalla avvenuta notifica o meno della relativa cartella di pagamento al debitore). Sono inclusi anche gli accertamenti esecutivi (relativi ad anni di imposta 2007 e successivi), che non necessitano d’iscrizione a ruolo.
Alla rottamazione-ter sono ammessi, oltre a coloro che non hanno mai aderito a una rottamazione precedente, anche i decaduti dalla prima e (secondo una recentissima novità legislativa) dalla seconda rottamazione.
L’importo da versare può essere pagato in una unica soluzione ovvero rateizzato al massimo in 18 rate in 5 anni, versando il 20% per ciascun anno: 2 rate del 10% ciascuna nel 2019, 4 rate trimestrali del 5% ciascuna per gli anni 2020-2023.
Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 aprile 2019.

Saldo e stralcio delle cartelle
Il saldo e stralcio delle cartelle consente invece ai soli contribuenti persone fisiche che hanno un debito fiscale o contributivo (debiti derivanti dal mancato versamento di IRPEF e IVA a seguito di autoliquidazione e controllo automatico della dichiarazione dei redditi; contributi dovuti dagli iscritti alle casse dei liberi professionisti o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento) di pagarne solo una quota, mettendosi in regola col fisco.
La quota di debito da pagare, varia in base al valore dell’ISEE, secondo questo schema:

Valore ISEE % da pagare
Fino ad €8.500,0016%
Da €8.501,00 e fino a €12.500,0020%
Da €12.501,00 e fino a e20.000,0035%

L’importo da versare può essere pagato in una unica soluzione ovvero rateizzato al massimo in 2 anni, in 5 rate non uguali, secondo questo schema:

Data%
30 novembre 201935%
31 marzo 202020%
31 luglio 202015%
31 luglio 202115%

Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 aprile 2019.

Annullamento (d’ufficio) delle cartelle
La pace fiscale prevede poi l’annullamento, in automatico, delle iscrizioni a ruolo comprese dal 2000 al 2010, fino a un importo massimo di €1.000,00 per ciascuna iscrizione a ruolo.
L’annullamento riguarda anche le cartelle già oggetto di una delle tre rottamazioni, ma quanto già versato prima dell’entrata in vigore del decreto fiscale non viene rimborsato.
Tale annullamento è stato compiuto d’ufficio il 31 dicembre 2018

a cura di
Avv. Giuseppe Giannone
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