La settima Commissione del Senato, Istruzione e Beni Culturali, fa proprio il nuovo testo che modifica l'art. 182 del Codice dei Beni Culturali e disciplina la qualificazione dei restauratori.
Il nuovo testo è emerso dall'esame congiunto di due testi: quello del precedente Governo e quello del Sen. Marcucci (PD), basato sul sistema dei crediti formativi portato avanti da CNA (così come riconosciuto dallo stesso PD). I due testi sono stati fatti confluire in un unico disegno di legge che andrebbe a modificare il 182 con il placet del Governo e di tutte le forze politiche.

Oggi la Commissione Beni Culturali del Senato si riunirà per decidere se rinunciare alla fissazione di un termine per gli emendamenti, onde accelerare il più possibile l'acquisizione del parere della Commissione Bilancio (scontato data l'invarianza finanziaria) e la successiva richiesta di trasferimento alla sede deliberante. Se così fosse, il testo andrebbe alle aule in sede deliberante, senza l'avvio quindi di alcuna discussione in merito, e sarebbe semplicemente richiesta la votazione che, considerato il parere favorevole di tutti i gruppi parlamentari rappresentati dentro la Commissione, sarebbe scontata.

Il risultato sarebbe dunque eccezionale e derivante da un grande lavoro di relazione sviluppato da CNA a sostegno delle migliaia di restauratori e di imprese di restauro che hanno rischiato di non aver alcun futuro imprenditoriale a causa di inadeguatezze legislative e di incomprensioni istituzionali oltre che da pressioni lobbistiche tese ad eliminare la concorrenza con una falsa qualificazione del lavoro.

La passione per il loro lavoro, che da sempre contraddistingue tutti i restauratori impegnati nella salvaguardia del nostro patrimonio storico-artistico, della nostra eredità, è stata l'arma vincente che CNA ha fatto propria in questi anni nel tentativo di risolvere l'assurda situazione.

Un enorme grazie a chi ha creduto in noi nella speranza che in pochi giorni si completi l'iter e si ponga la parola fine a questa assurda situazione.

I restauratori ed il nostro patrimonio culturale hanno bisogno di nuova linfa per tutelare il nostro futuro.