Dall’11 luglio 2013 è entrata in vigore la nuova regolamentazione europea sui prodotti cosmetici che impone norme rigide per i produttori ma anche per gli utilizzatori di questi prodotti in Centri estetici e Spa.

Per questo l’Associazione CNA provinciale di Milano, Monza e Brianza ha organizzato un interessante e affollato convegno su questo tema invitando i rappresentanti dei produttori - Roberto Gorni di Cosmetica Italia - e degli enti di controllo: Elena Marchetto e Adriano Strada della ASL di Milano.
Lo scopo dell’incontro è stato quello di informare gli operatori estetici sui loro obblighi nei confronti della propria clientela e della propria attività, alla luce di questa nuova regolamentazione.

Sono normative che danno indicazioni specifiche, per esempio, per ciò che riguarda la figura del responsabile del cosmetico di fronte al cliente finale e agli enti di controllo che non è solo il produttore ma, quando si tratta di referenze a nome dell’Istituto, anche l’estetista o anche nel caso l’operatrice modifichi la composizione del prodotto originale. A questo proposito sono state numerose le domande da parte degli operatori presenti sul concetto di ‘modifica della composizione’ nel caso in cui, per un trattamento, viene richiesta la miscelazione di due o più componenti. Gorni ha risposto che se la miscela è prevista dal produttore dei due ingredienti - dotati di schede tecniche - e la composizione è estemporanea, per un uso immediato, non ci sono problemi.

Oltre alle ovvie regole sui cosmetici - sicurezza, sostanze impiegate, uso di nanomateriali, esclusione di sostanze vietate, non uso di test su animali, documentazione  informativa sul prodotto, informazioni sulle sostanze, ecc. - al distributore, nel caso sia l’operatore estetico, spetta il compito di verificare la presenza delle informazioni indispensabili in etichetta - ragione sociale, lotto, lista ingredienti -; assicurare trasporto e stoccaggio dei prodotti sotto la propria responsabilità e cooperare con gli Stati membri Ue. Questo implica anche una collaborazione ampia per quanto riguarda la sorveglianza sugli effetti indesiderati provocati da un cosmetico, che obbliga estetista e produttore ad azioni di cosmetovigilanza.

Un’altra delle indicazioni certe stabilite dal nuovo regolamento riguarda le informazioni che devono essere garantite al consumatore. La prima fonte informativa sul prodotto è l’etichetta che deve riportare il nome o la ragione sociale e l’indirizzo della persona responsabile, che deve essere sempre rintracciabile. Nel caso in cui queste informazioni non fossero presenti sul cosmetico, la persona responsabile diventa l’estetista che può anche essere sanzionabile nel caso ci siano problemi.

Per i prodotti importati deve esserci specificato anche il Paese d’origine. Altrettanto importante è la data relativa al periodo di tempo in cui il prodotto può essere utilizzato in modo sicuro e senza effetti nocivi per il consumatore -Pao o Period after opening -. Ci deve essere poi l’elenco degli Ingredienti - pubblicato in latino o in inglese - che può
anche figurare unicamente sull’imballaggio ma, nel caso di confezioni molto piccole come minismalti o matite per occhi, per esempio, questo elenco deve essere riportato sul prodotto, magari in apposite etichette non rimovibili. Grande attenzione deve essere prestata anche alle informazioni che riguardano l’impiego e le eventuali avvertenze sul cosmetico, che devono essere rigorosamente nella lingua della nazione nel quale viene distribuito.

Seguitissima è stata poi la relazione dei rappresentanti della ASL di Milano- Dipartimento di prevenzione medica, Servizio di igiene e Sanità pubblica, la cui attività è la tutela della salute dei consumatori e la vigilanza sui servizi alla persona nei Centri estetici e di bellezza ma anche sulla produzione, importazione e commercializzazione dei prodotti cosmetici. Si sono volute subito ricordare tre cose. La definizione di prodotto cosmetico, cioè qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano - epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni - oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei; quella di distributore - persona fisica diversa dal fabbricante o dall’importatore che mette a disposizione il prodotto sul mercato  e di utilizzatore finale che, oltre al consumatore, può  essere l’operatore. Da queste affermazioni si deduce che una sostanza o una miscela che può essere ingerita, inalata, iniettata o impiantata nel corpo umano non è  considerata cosmetico.

Per la sicurezza, però, ogni cosmetico deve rispondere ai criteri di presentazione secondo le direttive Cee, avere l’etichetta in regola, presentare le istruzioni per l’uso e
l’eliminazione. Precisazioni sono anche state date sulla disponibilità della documentazione allegata al prodotto che, secondo le regole, deve essere conservata per 10 anni ed essere messa a disposizione delle strutture di controllo,come le ASL. Cosa fare se nel frattempo il fornitore  e quindi la persona responsabile  non fosse più reperibile?
L’importante è che il prodotto al momento della sua immissione sul mercato sia stato in regola con le normative vigenti. L’Unione europea permetterà comunque l’immissione fino al 31/12/2014 di cosmetici dotati di etichette di tipo precedente. Sul tema dell’etichettatura sono state molte le indicazioni evidenziate dalla dottoressa Marchetto. Precauzioni e ingredienti, nel caso non possano essere forniti in etichetta, devono essere segnalati con un apposito simbolo - una mano su un libro - che rimanda a un foglietto illustrativo. Inoltre, devono essere forniti: contenuto nominale in grammi o millilitri, eccetto per monodosi o campioni gratuiti; la funzione del prodotto; il Paese d’origine; nome, ragione sociale e indirizzo della persona responsabile; numero di lotto; durata minima Pao se inferiore a 30 mesi; dicitura ‘usare preferibilmente entro...’ con annesso simbolo della clessidra, per durata superiore ai 30 mesi. La responsabile ASL ha anche sottolineato l’esigenza di evitare, nella descrizione del cosmetico, termini che possano rimandare a concetti di cura e terapia, puntando solo a espressioni cosmetiche e di bellezza. Un altro suggerimento importante ha riguardato la necessità di informare immediatamente gli organi competenti quando l’estetista riscontri un episodio grave di eff etto indesiderato cosmetico sulla pelle della propria clientela.

Nel caso di violazione del nuovo regolamento sui cosmetici, anche l’estetista, sottoposta a controllo, potrebbe essere sanzionabile. Sul tema sanzioni - che devono essere
effettive, proporzionate e dissuasive - i rappresentanti della ASL non hanno potuto fornire indicazioni precise perché vengono stabilite da ogni singolo Paese europeo e,
in Italia, non sono ancora state definite nel dettaglio.

Una parte dell’incontro è stato poi riservato al tema spinoso dei pigmenti per il trucco permanente, introdotto da Massimo Froio, presidente di Biotek - e i tatuaggi che oggi, secondo quanto stabilito da questo nuovo regolamento, non sono considerati cosmetici. A livello europeo esistono Linee guida e norme volontarie stabilite da produttori coscienziosi ma c’è la necessità di una legge specifica che riguardi questa categoria, magari creando un apposito tavolo tecnico a livello europeo.

Luisella Acquati

 

L'articolo è tratto dalla rivista NTs presente anche nel web all'indirizzo www.ntsbeauty.it