affitto di poltrona

Affitto di poltrona e cabina: la frontiera del coworking

Il mondo della bellezza e del benessere accusa i colpi dolorosi della crisi, mentre l’insostenibilità dei costi di gestione, l’abusivismo e la concorrenza sleale fanno il resto.

Ormai, molte imprese chiudono e i giovani faticano ad aprire negozi. Perfino chi ha avviato campagne di marketing puntando su prezzi molto bassi si sta rendendo conto che, se si rispettano le regole, si usano prodotti con un minimo di qualità e si pagano regolarmente i dipendenti, non si riesce a sopravvivere applicando prezzi molto bassi. Per svolgere la nostra attività ci servono spazi ampi, arredi e tecnologie: costi difficilmente ammortizzabili a causa della contrazione dei consumi. Quindi, aumentano gli abusivi e l’evasione fiscale che, facendo concorrenza alle imprese regolari, ne provocano l’estinzione.

Per evitare che questo circolo vizioso provochi la chiusura di altre attività, l’Unione Benessere Cna ha suggerito come soluzione l’affitto di beni strumentali e di spazi. Si tratta di una delle soluzioni possibili emersa dagli studi e approfondimenti effettuati e che prevede, appunto, l’affitto della poltrona/cabina a colleghi imprenditori che non hanno una sede o in alternativa il Coworking, cioè la condivisione di spazi e attrezzature di un negozio di acconciature o di un istituto di bellezza a pari responsabilità, così da abbattere i costi fissi.

La battaglia è cominciata più di dieci anni fa

discutendone con i sindacati dei lavoratori, perché è facile che una soluzione di tale genere possa nascondere o deviare nel tempo con un rapporto subordinato. Ottenere un Avviso Comune, nel 2011, firmato in sede di Contratto Nazionale da entrambe le parti, è stata una conquista della nostra associazione e dell’ex presidente nazionale Savino Moscia con il supporto della vicepresidente Brigida Stomaci. Nonostante i sindacati abbiano accettato l’ipotesi di questa convivenza ponendo stringenti condizioni, ciò ha permesso una maggiore serenità da parte degli imprenditori diminuendo il pericolo di vertenze da parte dei lavoratori.

Una delle prime amministrazioni comunali che ha aggiornato il proprio regolamento è stata il Comune di Milano, all’avanguardia in tutto il territorio nazionale. Il Comune ha successivamente avviato un osservatorio per valutare gli effetti sulle nuove attività. Così, già nel 2013 erano 58 le imprese del settore realizzate con questa forma di coworking.
Nel 2016, grazie al nostro contributo, anche la regione Lombardia ha aggiornato il proprio regolamento dando così l’input a tutti i comuni restanti.

Nel 2020, con l’atto Dirigenziale n. 685 il Comune di Milano ha definito le linee guida per le attività artigianali di Acconciatura ed Estetica per chi è regolarmente iscritto alla Camera di Commercio ed è in possesso di Partita Iva, inserendo tale modalità contrattuale per l’esercizio di attività negli stessi locali da parte di soggetti giuridici diversi.

I centri estetici come avamposto della prevenzione

I centri estetici e tutto il settore della bellezza e del benessere possono essere considerati l’avamposto della prevenzione. Infatti, pur essendo microimprese, la loro presenza è polverizzata nei centri urbani e contribuiscono attivamente alla vita sociale del quartiere, alle relazioni, al monitoraggio preventivo dello stato di salute delle persone.

Inoltre, il trattamento estetico può sembrare un vezzo a chi non vi si è mai sottoposto, qualcosa di non indispensabile, invece offre potenti valenze:

  • Rende i clienti più belli e di conseguenza li fa sentire più sicuri di sé, rilassati, migliora la loro qualità della vita
  • Rende gli operatori del settore osservatori privilegiati e in prima linea dei disagi, manifestazioni cutanee che sono preludio di problemi più profondi, di patologie della pelle o dell’organismo e possono indirizzare i clienti allo specialista per una diagnosi medica.
  • Il settore è un bacino d’impiego per i giovani e le donne di ogni età che si rimettono in gioco dopo aver perso un lavoro o aver dedicato il loro tempo alla famiglia (cosa che molto spesso succede con il lavoro abusivo)

Cna Milano si è impegnata a chiedere l’aggiornamento di tale regolamento

data l’attuale situazione di difficoltà delle imprese.
Tale disciplina contrattuale potrebbe coinvolgere tutto il settore dell’Acconciatura, Estetica, Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing e Centri Benessere.

In agenda ci sono diverse richieste da parte dell’Unione Benessere di CNA ed il comune si è detto disponibile a prenderle in considerazione e valutarne la fattibilità.

Ciò che chiediamo è:
  • Attivazione di un Tavolo di lavoro a favore delle attività del benessere
  • Collaborazione per prevenzione e benessere di quartiere
  • Lotta all’Abusivismo
    • Campagna informativa al consumatore
    • Numero verde/mail/social per denunce
    • Controlli da pubblicità internet/cartacea
    • Collaborazione con associazione, su segnalazioni
    • Elenco ufficiale e pubblico delle estetiste e delle imprese abilitate
    • Autorizzazione alla vendita di prodotti professionali solo a possessori di partita iva
    • Per le aziende fornitrici e formatori vari, autorizzazione all’erogazione di corsi professionali solo a imprese, dipendenti e estetiste qualificate
  • Lotta alla concorrenza sleale
    • Controllo permessi di cabine all’interno di farmacie, acconciatori, palestre, spa, studi medici, ecc.
    • Controllo centri nail, massaggi o trucco senza licenza di estetica
  • Difesa della reputazione della professione
    • Controllo centri massaggio-bionaturali/prostituzione
    • Annullamento delle autorizzazioni dei centri massaggi non in regola e netta distinzione tra Estetica e DBN
  •  Promozione del coworking- semplificazione regolamenti di sostegno a:
    • avvio di impresa per le giovani donne che non hanno esperienza imprenditoriale
    • tutte le donne che hanno bisogno di condividere il tempo anche con gli impegni familiari
    • imprenditori a fine carriera che hanno spazio nel loro salone/istituto ma non più lavoro e, per non chiudere, affittano spazi o mantengono la clientela che resta appoggiandosi in un altro centro.
    • chi vuole specializzarsi in una singola mansione e offrire il proprio servizio in più istituti/saloni
    • istituti/saloni che vogliono arricchire l’offerta di servizi accogliendo diversi operatori specializzati
  • Aggiornamento del regolamento comunale

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Te lo racconta Brigida Stomaci di Backstage di Brigida StomaciPresidente Regionale Unione Benessere CNA. 

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