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Assemblea CNA Milano: Milano oltre il Covid 19? Una metropoli resiliente

Nella serata del 30 luglio, gli imprenditori di CNA Milano che compongono l’Assemblea e i nostri dirigenti, nel rispetto di tutte le regole, si sono riuniti in videoconferenza per adempiere agli obblighi statutari di approvazione dei bilanci e dare vita alla parte pubblica, incentrata sul tema della resilienza post covid-19.

Nuovo ordinario, home working, smart working, servizi di quartiere, consegne a domicilio, lockdown, fase 2, incertezza, cassa integrazione, riaperture, distanza sociale, mascherine e DPI: parole che ci hanno accompagnato in questi mesi del 2020 e temi che sono stati trattati in occasione del confronto di ieri sera.

laura specchio e elisabetta strada

Laura Specchio, Presidente della Commissione del Comune di Milano, con deleghe in materia di Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Commercio e Risorse Umane, Moda e Design ed Elisabetta Strada, Consigliere Regionale

daniele parolo e elisabetta strada

Il Presidente di CNA Lombardia Daniele Parolo ed Elisabetta Strada, Consigliere Regionale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Assemblea, guidata da Daniela Cavagna, Presidente di CNA Milano, moderata dal suo Direttore Laura Buscarini, alla presenza di Elisabetta Strada, Consigliere Regionale, di Laura Specchio, Presidente della Commissione del Comune di Milano, con deleghe in materia di Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Commercio e Risorse Umane, Moda e Design, del Presidente di CNA Lombardia Daniele Parolo e del suo Segretario Stefano Binda, ha dato spazio ad un confronto puntuale, di ascolto e di proposte che andranno concretizzate nel prossimo autunno, la stagione in cui verrà messa davvero alla prova la nostra capacità di adattarci.

assemblea cna milano

Non è più il tempo delle chiusure totali,  per tutte le attività di determinati settori. Non possiamo più permetterci di generalizzare, altrimenti le imprese non riapriranno, si perderanno posti di lavoro, con tutto quello che ne consegue.  Dalla resilienza si passerebbe alla catastrofe.

La sicurezza sanitaria è oggi al pari di quella economica. Non ci possiamo più permettere un nuovo lockdown, non abbiamo più tempo per aspettare le risorse dell’Europa se queste arriveranno ad aprile 2021.

Monitoriamo, proteggiamo, arginiamo, mettiamo nelle condizioni le imprese e le attività di lavorare e di generare la serenità e stabilità economica. Questo è ciò che serve per riavviare la locomotiva d’Italia composta dalla Lombardia e da Milano.

Tra i diversi aiuti, non rifiutiamo a priori gli stanziamenti del MES solo perché sono da vincolare a progetti specifici. Infatti, trovandoci in un’emergenza sanitaria, significherebbe poter dare in tempi brevi un’iniezione anche all’economia, derivante dagli interventi di miglioramento del comparto ospedaliero e dell’intera filiera.

Dopo ore di confronti concreti, l’augurio è stato quello di poterci vedere il prossimo anno in presenza, in salute e con un’economia in ripresa.

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