Emersione 2020: quale futuro ci attende?

La c.d. Sanatoria dei lavoratori irregolari, varata nel 2020 per far fronte all’emergenza sanitaria, diventa il fanalino di coda delle priorità delle Istituzioni.

Dalla scorsa estate, in cui è stata varata la procedura di regolarizzazione dei lavoratori e lavoratrici irregolari, abbiamo cercato di rispondere ai tanti quesiti dei nostri associati, informandoli e tentando di rassicurare sia datori di lavoro, sia familiari e sia lavoratori/lavoratrici “regolarizzandi”.

Con questo aggiornamento vogliamo fare il punto della situazione sulle tempistiche delle convocazioni (per quanto possibile), e desideriamo informare i cittadini stranieri interessati dalla procedura dei diritti che possono esercitare nelle more della definizione dell’istanza.

L’iscrizione al Servizio sanitario regionale, benché temporanea sino al rilascio del permesso di soggiorno, è un diritto fondamentale riconosciuto al lavoratore o lavoratrice straniero/a dall’art. 32 della Costituzione italiana, ma anche dal Testo Unico Immigrazione.

Il rilascio della tessera sanitaria provvisoria, durante la procedura di regolarizzazione, è confermato dalla Circolare del Ministero della salute del 14-07-2020 e poi nuovamente in un Comunicato del Ministero della Salute del 23 dicembre 2020.La maggior parte delle istanze inviate tra giungo e agosto 2020 è in attesa di ricevere la tanto attesa convocazione dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, territorialmente competente, per la stipula del contratto di soggiorno tra datore di lavoro e straniero/a, così come previsto dalla procedura di emersione del lavoro irregolare, prevista dall’art. 103 del D.L. n. 34/2020 contente

“Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

La lentezza delle Istituzioni coinvolte e l’assenza di personale dedicato al disbrigo delle partiche sta ormai causando enormi disagi ai datori di lavoro, ai lavoratori e lavoratrici ed ai professionisti che -come noi- sono stati incaricati di seguire e monitorare queste istanze.

Partiamo dai numeri per dare una cornice di contesto:

nel 2018 l’ISPI stimava per il 2020 un numero pari a circa 600.000 cittadini stranieri irregolari presenti sul nostro territorio (si vedano sul punto gli articoli “I nuovi irregolari in Italia” ed il più recente “Migrazioni in Italia: tutti i numeri“).

La c.d. sanatoria 2020 ha visto la presentazione di 207.542 istanze inviate, di cui 176.848 riguardano i lavoratori e le lavoratrici domestiche. La Regione che ha ricevuto in assoluto più istanze di regolarizzazioni nel settore della collaborazione domestica è senza dubbio la Lombardia con 47.357 domande, segue la Campania con 26.096 (tutte queste informazioni sono reperibili qui).

Il c.d. Decreto Rilancio ha previsto questa regolarizzazione per far fronte all’emergenza sanitaria, aprendo la possibilità di richiedere per via telematica la regolarizzazione di lavoratori stranieri, sia in forze presso il datore di lavoro, sia in prospettiva di un’assunzione. Le domande, inviate tra 1 giugno ed il 15 agosto, sono state ad trattate in una percentuale bassissima rispetto alle aspettative ed in barba agli strumenti telematici ormai in uso presso il Ministero, che dovrebbero facilitare la trattazione in un’ottica di maggiore efficienza e rapidità.

Così non è:

i passaggi endoprocedimentali sono lentissimi, i pareri degli uffici coinvolti, in enorme ritardo. L’impiego di personale è particolarmente esiguo rispetto alla mole di lavoro che interessa gli uffici, già probabilmente in sofferenza a causa della pandemia in corso, e tale circostanza ha fatto sì che per quanto riguarda la Prefettura di Milano (ma anche altre Prefetture), si sia arrivati a convocare/concludere pochissimi procedimenti (ad oggi le convocazioni su Milano sono fino alle domande inviate prima del 10 giugno, così da circa due mesi).

Secondo un recente articolo del Sole 24ore solo lo 0,71 % delle domande è arrivato ad una conclusione (Articolo 4 marzo 2021 Ilsole24ore). L’impegno del Ministero era di inviare personale agli Sportelli Unici per l’Immigrazione, presso le Prefetture territoriali, al fine di un più efficiente smaltimento delle istanze.

Si ha l’impressione che questo personale non arriverà mai.

Eppure, l’Italia ha interesse a rilasciare permessi di soggiorno a cittadini e cittadine stranieri ancora invisibili, ma integrate. Gli stessi sono oggi indissolubilmente legati al destino dell’istanza di regolarizzazione e, dunque, del datore di lavoro che li ha “sanati” : di fatti per una scelta legislativa il contratto di lavoro si può interrompere solo per gravi e motivate ragioni.
Il rilascio del tanto agognato permesso di soggiorno consente a questi lavoratori e lavoratrici di entrare a pieno diritto nel “sistema” del welfare italiano e probabilmente alcuni di loro sono già pronti a ricongiungere i propri familiari (figli minori, coniuge).

Non solo, gli stessi, conclusa la procedura, avrebbero finalmente la possibilità di cambiare lavoro e magari cercare delle posizioni più soddisfacenti e, forse, più eque; avrebbero finalmente la possibilità di affittare un appartamento, senza dover accettare soluzioni precarie e spesso non idonee; hanno diritto all’iscrizione anagrafica e soprattutto lasciare il territorio italiano per far rientro al proprio Paese e visitare, dopo magari molti anni, la famiglia di origine per poi far rientro, senza timori, in Italia.

Le tante storie, i sogni e le aspirazioni dei cittadini e delle cittadine straniere che dovranno attendere chissà per quanto tempo, la loro effettiva regolarizzazione ed il diritto dei datori di lavoro ad avere risposte effettive e riscontri da parte delle autorità, non sembrano rientrare tra le priorità del nuovo esecutivo.
Vedremo se nelle prossime settimane, i “decisori” politici vorranno impegnarsi e dare un impulso importante all’apparato amministrativo, nel rispetto degli obiettivi sottesi al decreto emergenziale varato ormai quasi un anno fa’ (la tutela della salute pubblica) ed investire un po’ dei denari versati dai contribuenti (anche solo per aderire alla sanatoria), al fine di offrire una risposta dignitosa e coerente ai cittadini italiani e stranieri coinvolti ed, in ultima analisi, al “sistema paese”.

Irene Pavlidi

Cna World Milano

cnaworld@cnamilano.it

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