Legge contro il Sovraindebitamento: aiutare famiglie e piccoli imprenditori in difficoltà

Una legge ancora poco conosciuta: primo criterio? Essere meritevoli

Tra Covid-19 e rincari energetici tante famiglie e imprenditori oggi si trovano in evidenti difficoltà economiche. Diverse ricerche realizzate in questi mesi dimostrano come il grado di incertezza e sfiducia degli italiani per il prossimo futuro sia ai massimi storici.

Oltre agli aiuti previsti dal Governo, giudicati da molti insufficienti, cosa possono fare i cittadini per uscire dalla crisi?

Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (Disciplinata dal 15 luglio 2022 dal Nuovo Codice della Crisi di Impresa e precedentemente dalla legge n. 3/2012), ancora poco conosciuta, che permette a famiglie e piccoli imprenditori “meritevoli” di ridurre i debiti, inclusi quelli fiscali, in base alle proprie capacità economiche.

La procedura prevede un iter composto da più fasi che vanno dalla verifica dei requisiti di accesso sino alla definizione e presentazione di una proposta adeguata alle reali possibilità del richiedente. Per questo lo Studio Legale Lacalandra di Milano, che si occupa di diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento e che ha seguito nel corso degli ultimi anni con successo diversi casi, insieme a CNA ha elencato alcuni consigli per aiutare i cittadini e i piccoli imprenditori ad accedere alla Legge sul sovraindebitamento.

  • Capire se si rientra nelle categorie indicate dal legislatore: possono accedere i debitori non soggetti alla liquidazione giudiziale (ossia la vecchia procedura fallimentare) come consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in generale, start-up innovative, enti privati non commerciali.
  • Verificare lo stato di sovraindebitamento: cioè bisogna valutare la situazione complessiva del debitore e dimostrare la sproporzione tra patrimonio e debiti, questo vale sia per il consumatore sia per le imprese. Di solito il debitore arriva ad essere sovraindebitato con rilevanti debiti scaduti, anche da parecchio tempo, senza avere i mezzi finanziari sufficienti per adempiere.
  • Verificare il requisito della meritevolezza: vengono vagliate le cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consumatore nel contrarre i debiti (non è meritevole per esempio chi avrà sostenuto spese che vanno oltre le proprie possibilità o per beni superflui che non poteva permettersi) nonché la presenza di iniziative o atti in frode ai creditori (aver occultato beni o aumentato i debiti in maniera fittizia).
  • Verificare la definitiva incapacità di soddisfare i creditori: significa verificare che il debitore non sia solo in una momentanea crisi ma in uno stato duraturo di difficoltà, tale da non permettergli di soddisfare gli impegni con i creditori (ad esempio il debitore che ha contratto un mutuo con rata da euro 1.000 al mese e che perde definitivamente il lavoro, diventa un soggetto che anche in futuro non potrà adempiere).
  • Valutare la situazione economica: quantificare l’ammontare del passivo ossia dei debiti (mutui, prestiti, fisco, ecc.) e dell’attivo ossia delle entrate (stipendio, ecc.) e dei beni posseduti (immobili, ecc.).
    Scegliere la procedura più adatta: sono previste tre diverse procedure, ognuna con delle peculiarità.

Nel dettaglio:

  1. Ristrutturazione dei debiti del consumatore: si tratta di un piano di pagamento che il consumatore (quindi non l’imprenditore) presenta al fine di ristrutturare i debiti che non riguardano un’attività imprenditoriale in corso. Quindi parliamo di debiti che attengono la sfera personale e famigliare;
  2. Concordato minore: riguarda professionisti, le imprese “minori” e le imprese agricole. E’ una proposta di ristrutturazione del debito che deve essere approvata a maggioranza dei creditori;
  3. La liquidazione controllata: ossia la cessione, da parte del debitore, del proprio patrimonio al fine di pagare i propri debiti. In questo caso anche se il valore del patrimonio è inferiore all’ammontare dei debiti si potrà ottenere la cancellazione dei debiti residui.

Una vera e propria novità è rappresentata dall’esdebitazione di diritto del “Debitore incapiente”.
La legge infatti prevede che si può sdebitare anche chi ha solo debiti e nessun patrimonio, purché meritevole (assenza di atti in frode e mancanza di dolo o colpa grave). Dovrà eventualmente pagare i creditori solo se entro quattro anni gli pervengano utilità rilevanti che consentano un pagamento superiore al 10% dei creditori stessi.

Apertura della procedura e iter di approvazione: la procedura scelta dovrà essere poi presentata -in autonomia o con il supporto di un consulente che seguirà tutte le fasi- presso un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.), un ente terzo, imparziale e indipendente che ha il compito di redigere una relazione sulla veridicità della situazione debitoria/patrimoniale e di depositarla presso la cancelleria del Giudice.

Dal 2012, anno in cui è entrata in vigore la Legge, lo Studio legale Lacalandra ha seguito con successo diversi casi inerenti debiti fiscali e finanziari. Di seguito alcuni esempi:

  • Tribunale di Como: debiti fiscali (Agenzia delle Entrate ed Equitalia) di un lavoratore dipendente ridotti da 509 mila euro a 54 mila euro (-89%).
  • Tribunale di Busto Arsizio (VA): omologazione di uno dei primi piani del consumatore verso debiti fiscali. Una cartella esattoriale Equitalia di 86mila euro ridotta a 11mila euro (-87%).
  • Tribunale di Como: accordo con Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Il debito di un’imprenditrice di 1,4 mln di euro è stato così ridotto a 370 mila euro (-74%).
  • Tribunale di Monza: famiglia con un indebitamento verso più società finanziarie ottiene riduzione del debito da oltre 150mila euro a 52mila euro (-65%), utilizzando anche parte del TFR accantonato presso il proprio datore di lavoro.
SCHEDA DELLA PROCEDURA DI SOVRAINDEBITAMENTO IN SINTESI
  • Cos’è il sovraindebitamento: è la situazione di squilibrio economico tra i debiti scaduti e il patrimonio del debitore.
  • Vantaggi: riduzione del debito in base alle proprie capacità economiche.
  • Chi può attivare la procedura: le procedure riguardano i debitori non soggetti alla liquidazione giudiziale (consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in genere, ecc.). Il procedimento per la composizione della crisi da sovraindebitamento permette di rivolgersi, tramite l’OCC, al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti.
  • OCC: l’Organismo di Composizione della Crisi è un ente terzo, imparziale e indipendente al quale ciascun debitore, tra quelli legittimati, può rivolgersi al fine far fronte all’esposizione debitoria con i propri creditori.
Ringraziamo per il contenuto

Avv. Pasquale Lacalandra, Patrocinante in Cassazione

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