Legionellosi: cos’è e come prevenirla

Legionella: gli ultimi casi in Lombardia

A settembre 2020, a due anni dall’ultimo caso in Lombardia, un nuovo focolaio di legionella è scoppiato a Busto Arsizio (VA). Diciannove i casi accertati, fortunatamente un numero inferiore rispetto a quelli degli ultimi casi. Nel 2018, infatti, un focolaio era scoppiato a Bresso, nel Milanese, infettando 52 persone. Nello stesso anno, in nove comuni della pianura Bresciana e dell’alto Mantovano, i casi accertati sono stati diagnosticati 750 casi.

La pandemia di COVID-19 non ha sicuramente facilitato la prevenzione di questo fenomeno. Infatti, la chiusura di molte attività ed edifici e l’impossibilità di svolgere adeguati controlli hanno comportato una possibile crescita del batterio legionella pneumophila negli impianti idrici soprattutto in disuso.

Cos’è la legionellosi?

La legionella è un batterio responsabile di un’infezione che interessa prevalentemente l’apparato respiratorio.
La malattia infettiva che ne risulta si può manifestare come polmonite (legionellosi), con tasso di mortalità variabile tra 10-15%, o in forma simil-influenzale a decorso benigno.

La fonte d’infezione è ambientale: la legionella è un batterio ubiquitario e si diffonde attraverso le condutture cittadine e gli impianti idrici degli edifici. Il microrganismo è veicolato da piccole particelle d’ acqua nebulizzate (aerosol) e può essere facilmente inalato attraverso le mucose delle prime vie respiratorie.

Come prevenirla?

Il rischio di epidemie si previene con il controllo dei livelli di legionella nei sistemi idrici con verifica regolare di campioni di acqua e la manutenzione periodica degli impianti attraverso trattamenti di disinfezione.

Altre misure per la prevenzione generale delle infezioni da legionella consistono nell’evitare la formazioni di ristagni, limitando:

  • la lunghezza delle tubazioni;
  • le tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione dell’acqua.

In termini più pratici, in presenza di fattori di rischio o soggiorno in aree di possibile diffusione delle legionella può essere utile:

  • Lasciare scorrere l’acqua ad alte temperature (oltre i 55°C) prima di utilizzarla, per neutralizzare il batterio, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti e spalancando le finestre;
  • Preferire sistemi istantanei di produzione dell’acqua calda ai sistemi che prevendono serbatoi di accumulo;
  • Pulire spesso i filtri dei rubinetti, i bollitori e altri serbatoi di acqua domestica;
  • Evitare di esporsi a vapore acqueo e fonti di emissione di acqua vaporizzata, come irrigatori automatici, fontane e docce con idromassaggio;
  • Non irrigare orti e giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo.

Dove viene ricercata la legionella?

La legionella sarà ricercata nell’ambiente idrico artificiale come (impianti d’acqua destinata al consumo umano, impianti aeraulici, impianti di raffreddamento a torri evaporative/condensatori evaporativi, fontane decorative, idromassaggi, apparecchiature mediche per la respirazione assistita, impianti d’acqua termale e qualunque altro impianto risulti evidenziato dalla valutazione del rischio legionellosi o da osservazioni effettuate sul campo) limitando i prelievi ai punti che maggiormente possono essere critici, sia in base allo schema di ciascun impianto a rischio sia in funzione dei dati epidemiologici.

I campioni in cui può essere presente, devono essere maneggiati da personale esperto operando con appropriati dispositivi di protezione individuale (maschere, guanti, occhiali; vedi caratteristiche nel paragrafo DPI del capitolo ‘Rischio di esposizione professionale’) e in laboratori adeguatamente attrezzati e dotati di cappe Biohazard di classe II con certificazione di conformità alla norma tecnica EN 12469.

Hai bisogno di supporto?

CNA Milano mette a disposizione delle sue imprese associate un servizio Ambiente & Sicurezza per la valutazione del rischio legionella.

Se interessato, scrivi a manelli@cnamilano.it

 

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