credito d'imposta decreto rilancio

D.L. Rilancio: i principali crediti d’imposta

Il Decreto Rilancio (DL n. 34 del 2020) riconosce alcuni crediti d’imposta di natura agevolativa allo scopo di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Crediti spese di sanificazione, acquisto di dispositivi e adeguamento degli ambienti di lavoro (scopo rimborso quota parte spese sanificazione)

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei crediti di imposta per le spese di sanificazione, acquisto di dispositivi e adeguamento degli ambienti di lavoro.

Nello specifico:

  • l’adeguamento degli ambienti di lavoro (art. 120 del DL n. 34 del 2020);
  • la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione (art. 125 del DL n. 34 del 2020)

Il decreto ha previsto che i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta considerati possano, fino al 31 dicembre 2021, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi crediti ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

I soggetti aventi i requisiti previsti per accedere ai crediti d’imposta comunicano all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020.

Con una stessa Comunicazione è possibile indicare le spese relative a entrambi i crediti d’imposta.

Con riferimento al credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è stato previsto che la comunicazione delle spese ammissibili possa essere effettuata dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021 e che il relativo credito d’imposta possa comunque essere utilizzato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

In questo modo, oltre a rendere coerente la scadenza di presentazione della comunicazione con il termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui dovrà essere indicato il credito fruibile, i beneficiari avranno a disposizione un lasso di tempo molto ampio per effettuare la comunicazione propedeutica all’utilizzo del credito.

Per il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, l’ammontare massimo fruibile da ciascun beneficiario è pari al 60% delle spese complessive risultanti dall’ultima Comunicazione validamente presentata, in assenza di successiva rinuncia. L’ammontare massimo delle spese ammissibili non può eccedere il limite di 80.000 euro.

Diversamente, per il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione, la comunicazione delle spese ammissibili può essere effettuata dal 20 luglio al 7 settembre 2020.

Il credito d’imposta teoricamente spettante per ciascun beneficiario, è pari al 60% delle spese complessive risultanti dall’ultima Comunicazione validamente presentata, in assenza di successiva rinuncia. In ogni caso, il credito d’imposta richiesto non può eccedere il limite di 60.000 euro.

L’importo del beneficio indicato in comunicazione rappresenta il contributo massimo fruibile: entro l’11 settembre 2020 sarà resa nota, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, la percentuale da applicare al credito teoricamente spettante così da rispettare il limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 previsto dall’articolo 125, D.L. 34/2020.

Il credito d’imposta, in relazione alle spese effettivamente sostenute, può essere utilizzato dai beneficiari fino all’importo massimo fruibile:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
  • in compensazione.

CNA Milano è in grado di fornire il servizio di verifica, conteggio e utilizzo del credito d’imposta. Costo pratica: €150+IVA- Codice tributo da utilizzare in F24.


Crediti d’imposta locazioni (scopo riduzione pressione fiscale)

Introdotto dal Decreto Rilancio, la compensazione del credito è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa oppure in compensazione (articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 24) successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. La compensazione avviene utilizzando il modello F24 indicando il codice tributo “6920”.

Il credito d’imposta introdotto dal decreto Rilancio, riguarda i mesi di marzo, aprile e maggio e ha un ambito soggettivo e oggettivo ampio. Difatti, non opera solo per negozi e botteghe ma per tutti gli immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento: dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico nonché dell’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Il credito d’imposta spettante è pari al 60% per i contratti di locazione ordinaria; al 30% per l’affitto di azienda e per i contratti a prestazione complesse comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo.

Spetta a chi svolge attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio e con diminuzione del fatturato di almeno il 50%. La diminuzione va verificata confrontando i mesi di aprile, maggio e giugno 2020 con gli stessi mesi del 2019. L’agevolazione spetterà per i soli mesi per i quali è stato verifica il calo di fatturato.

Con la conversione in legge del D.l. Rilancio, il credito d’imposta è riconosciuto anche alle imprese con ricavi superiori a 5 milioni di euro nonché a quelle con attività iniziata nel 2019.

Se hai bisogno di supporto nel calcolo, CNA Milano è in grado di fornire il servizio di verifica, conteggio e utilizzo del credito d’imposta. Costo pratica: €150+IVA- Codice tributo da utilizzare in F24.


Cessione crediti imposta locazioni (scopo liquidità)

I soggetti beneficiari dei crediti d’imposta in esame possono optare:

  • in luogo dell’utilizzo diretto,
  • per la cessione, anche parziale, degli stessi crediti ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari. La cessione è ammessa anche in favore del locatore dell’immobile.

Coloro che accettano la cessione, utilizzano il credito con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale il credito è stato ceduto;
  • in compensazione in F24 (codici tributo 6930 e 6931).

I crediti d’imposta ceduti possono essere utilizzati in compensazione in F24 a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla comunicazione della cessione, previa accettazione da comunicare esclusivamente a cura dello stesso cessionario tramite l’apposita “Piattaforma cessione crediti” disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Non si applicano i limiti all’utilizzo in compensazione di cui alla Legge 388/2000 (elevati da 750 mila ad un milione di euro dall’art.147 del Decreto “Rilancio”), e quello annuale di 250 mila euro, di cui alla legge 244/2007.

La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. Il credito non utilizzato può essere oggetto di ulteriore cessione solo nell’anno stesso.

CNA Milano è in grado di offrire il servizio di invio telematico della pratica. Il costo del servizio a pratica è di € 200 + IVA fino ad un massimo di € 500 + IVA (il costo è applicabile a singolo contratto di affitto in caso di più immobili)


Credito imposta registratori di cassa (scopo rimborso quota acquisto)

Ricordiamo che è possibile ricevere un bonus del 50% per i registratori di cassa di nuova generazione per i quali l’acquisto è agevolato fino a 250 euro.

Potrà essere utilizzato in maniera semplificata il credito d’imposta riconosciuto per l’acquisto o l’adattamento dei registratori di cassa di nuova generazione, utilizzati per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Dal 1° gennaio 2020, infatti, chi effettua commercio al dettaglio deve memorizzare e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri.

Il contributo è valido per le spese sostenute nel 2019 e nel 2020 ed è concesso all’esercente come credito d’imposta, utilizzabile in compensazione tramite modello F24, a partire dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del misuratore fiscale. Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.


Crediti iva 2019 con visto conformità da poter utilizzare in compensazione (scopo riduzione pressione fiscale)

Previa analisi, i nostri consulenti sono in grado di rilasciare questo tipo di certificazione. La presa in carico è subordinata alla preventiva valutazione e analisi pratica. Il costo della pratica è del 2% del credito iva riconoscibile con un minimo di euro 250+IVA a pratica.

 

 

Si ringrazia Strategy Tax Law per la consulenza fiscale

 

Per maggiori informazioni:

email: staff@cnamilano.it

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